
| La candidatura |
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Ospitare un evento mediatico di tale livello rappresenta, per il paese ospitante, un’occasione per attirare verso il proprio paese un grande afflusso turistico, mediatico nonché di finanziamenti per la costruzione di strutture che possano ospitare l’evento ( detti “Stadio” ). L’assegnazione ,quindi, ha sempre attirato notevolmente l’attenzione diventando teatro di controversie. La decisione di tenere la prima coppa del mondo in Uruguay, per esempio, permise a sole quattro nazionali europee di parteciparvi. La scelta poi di disputare il torneo del 1938 in Francia fù notevolmente criticata [ visto che già due precedenti edizioni si erano disputate in Europa ] al punto che Argentina ed Uruguay boicottarono il torneo convinte che la manifestazione si fosse tenuta in una delle nazioni sud americane. Dal 1958 la FIFA decise quindi di alternare la scelta del paese ospitante tra America ed Europa. Nel 2002 il mondiale fu ospitato da Giappone e Corea del Sud ( primo mondiale giocato in Asia ) e mentre nel 2010 verrà disputato in Sud Africa ( prima nazione africana ad ospitare l’evento ). Per ospitare il campionato le nazioni devono sottoporre la propria candidatura alla FIFA che esamine tra quelle pervenute quella più indicata, procede alla votazione ed all’aggiudicazione. La candidatura viene effettuata seguendo un “Hosting Agreement” che contiene i parametri necessari e che verranno valutati all’atto dell’assegnazione. Successivamente, un gruppo di ispettori designati dalla FIFA visita i paesi per constatare tutti gli elementi necessari al raggiungimento dei requisiti per ospitare l'evento e quindi stila un report. La decisione viene presa, di solito, circa sei anni prima della manifestazione. La prossima edizione si terrà in Brasile nel 2014 mentre per l’edizione del 2018 ancora non è stata individuata la nazione ospitante. |
Prossimi incontri
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